Ho sognato un pulmino che parte da una contrada di campagna. lo prendo al volo, senza fare il biglietto. Nel sogno è presente una ragazza del mio stesso corso di laurea che non vedo dal primo anno d’università. Magari ha cambiato pure corso. Questa mi parla con il suo amico di fianco. Sembra non ricordarmi. Mi parla come una persona appena conosciuta, mai vista prima. Quando arriva il controllore dei biglietti, io sono fregata. Il pulmino di ferma, in mezzo alla campagna incolta. Vogliono farmi scendere. Io li supplico di farmi pagare una multa e farmi continuare ugualmente il viaggio con loro. Al che arriva una donna controllore che si rivela essere una professoressa d’inglese: comincia a farmi un test sulle regole grammaticali inglesi, sulla storia, poi sulla metrica latina. Alla fine decide di graziarmi e di farmi ripartire. Da questo momento scompaiono tutte le figure adulte. Resto io con i miei ex compagni di classe. Arriva una stronza che mi accusa del mio essermi sempre sentita al di sopra degli altri durante gli anni del liceo e di come invece il mio ex ragazzo fosse stato sempre troppo buono con me. Poi è il momento delle lepri. tante lepri nere arrivano dai campi correndo e ci attaccano, si arrampicano sulle nostre gambe, non ci fanno respirare. riusciamo a chiuderci in un casolare. anche se qualche lepre spia dalla finestra, alla ricerca di una fessura che le permetta l’accesso. non possiamo trattenerci per molto tempo, dobbiamo comunque a casa far ritorno. La ragazza stronza s’affaccia fuori dalla porta e ci avverte che le lepri se ne stanno andando, ma lontano, in fondo al campo, vicino all’albero solitario una leonessa fa girotondi.

